IQOS: innovazione o finto progresso?

IQOS: innovazione o finto progresso?

Sentiamo spesso parlare di iQOS…ma cos’è?

iQOS è un dispositivo creato da Philip Morris, che a differenza delle note ricariche liquide delle e-cig utilizza uno stick di tabacco monouso. Lo stick, inserito nel dispositivo, viene scaldato da due lamine fino a circa 350°C generando “l’aerosol” che viene inalato. Il fumatore di fatto non si allontana dalla tradizionale sigaretta e non cambia le sue abitudini, ma ne avrà davvero un giovamento per la salute? Avete mai provato ad aprire uno stick dopo l’utilizzo per vedere cosa contiene?

L’azienda produttrice vanta la mancanza di combustione ma è noto che il dispositivo genera del fumo, a riprova di un cambio di stato operato sul tabacco. Nonostante le opinioni divergenti sul tema, moltissimi studi hanno constatato che il fumo generato dalla iQOS sprigiona sostanze identiche e paragonabili a quelle della tradizionale sigaretta.

Purtroppo si parla di tabacco ed il dubbio è lecito…forse la iQOS non è quello che promette!!!

Cosa dice la ricerca in materia?

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ci sono ancora poche informazioni per chiarire i rischi legati all’uso di questo prodotto e gli studi effettuati dai centri sanitari dei Paesi Bassi, dalla Università del Sud della California e dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano riportano una minore percentuale di elementi cancerogeni. Detti studi vengono tuttavia smentiti da ricerche indipendenti, quindi non sovvenzionate da parti coinvolte, come quella pubblicata su un giornale americano dell’associazione medica dall’università di Berna, nella quale si legge che i livelli di particelle organiche volatili sono sovrapponibili a quelli del fumo tradizionale e addirittura si riscontra una percentuale maggiore di un idrocarburo policiclico aromatico dannoso. In Spagna il prof. Carlos Jimènez, direttore del reparto ricerca di pneumologia e chirurgia toracica, si è espresso con fermezza sottolineando la pericolosità di questi prodotti.

Durante la giornata mondiale contro il tabacco Roberto Boffi, pneumologo della Fondazione Umberto Veronesi, afferma: “Negli esperimenti realizzati nel corso delle ultime settimane è stata rivelata la presenza di black carbon, non rilasciato dalle sigarette elettroniche, nelle polveri sottili emesse dalle iQOS, anche se in concentrazioni del 10-15% rispetto alle sigarette normali. Il black carbon è indice di presenza […] di idrocarburi policiclici aromatici. Abbiamo rivelato anche una significativa presenza di aldeidi, tra cui la formaldeide che recentemente l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito nella lista delle sostanze cancerogene per l’uomo. […] occorre mantenere il divieto di fumo nei locali anche per l’iQOS.”

A giugno del 2018 il Ministero per la sicurezza del cibo e dei medicinali della Corea del Sud ha annunciato i risultati di ricerche effettuate su tre riscaldatori di tabacco, tra cui la iQOS. Le autorità sanitarie hanno riscontrato la presenza di cinque cancerogeni di gruppo 1, compresi in valori non superiori al 28% rispetto alle sigarette tradizionali. Sono stati inoltre trovati dei cancerogeni di gruppo 2 e in due prodotti su tre – non sono stati specificati quali – catrame in quantità addirittura superiore rispetto alle sigarette tradizionali.

Questi dati hanno fatto concludere alle autorità che “non vi sono ragioni per considerare questi prodotti meno dannosi delle sigarette tradizionali.”

Sono subito arrivate le risposte delle grandi multinazionali, e Philip Morris in un comunicato stampa ha dichiarato: “Non è una novità la presenza di alcuni cancerogeni in questi prodotti, ma la cosa importante è che la quantità di queste sostanze è drasticamente più bassa.”

ERS European Respiratory Society

Il giornale della ERS ha pubblicato uno studio sull’analisi di campioni di cellule umane esposte al fumo di sigaretta, al vapore della sigaretta elettronica e all’aerosol della iQOS.

Per 72 ore cellule epiteliali e muscolari sono state esposte alle sostanze sprigionate dalle sigarette tradizionali e dai dispositivi elettronici a diverse concentrazioni. Il vapore della sigaretta elettronica è risultato essere dannoso a concentrazioni elevate (dal 5 al 10%), il fumo della sigaretta e l’aerosol della iQOS risultano essere tossici già a basse concentrazioni (1,5 – 5%).

Per quanto riguarda l’infiammazione derivante dal fumo, si è visto che le iQOS, come le sigarette tradizionali, favoriscono il rilascio di mediatori dell’infiammazione (molecole che partecipano alla infiammazione reclutando altre cellule e determinando un effetto a catena). Le stesse sigarette elettroniche determinano il rilascio di queste sostanze ma non in concentrazioni basse o normali.

Pawan Sharma, ricercatore australiano che ha preso parte alla ricerca, afferma che “i nuovi dispositivi che riscaldano il tabacco sono dannosi quanto il fumo delle sigarette tradizionali.”

Nonostante le varie ricerche è bene valutare con occhio critico la situazione. L’assenza di combustione è sicuramente più salutare ma questo non equivale a dire che il fumo non sia nocivo per la salute. È di fondamentale importanza ricordare che l’uso della sigaretta elettronica deve essere un valido strumento per smettere di fumare; le iQOS possono, al limite, essere considerate quali strumenti a rischio ridotto, ma non potranno mai essere prodotti sostitutivi del tabacco né tantomeno potranno mai essere validi rimedi antifumo.

 

Fonti:

fondazioneveronesi.it

sigmagazine.it

Repubblica.it

Wikipedia.it

Pubblicato il 11/03/2019 Curiosità e benessere 304

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